Giacinto Cistola Trio
PREMESSA
Il progetto nasce dalla mia passione per Bill Evans, e da una considerazione intorno al mio strumento: la chitarra.
Nel mio percorso di studente, musicista ed insegnante, ho sempre speculato intorno alla musica ed al mio strumento. La conclusione alla quale sono giunto è che in quella che noi chiamiamo “musica classica” la chitarra è usata, nel modo più ampio, sfruttando tutte le sue possibilità armoniche melodiche e ritmiche, trovo solo un po’ restrittivo il fatto di non poter uscire dagli argini di una composizione. L’improvvisazione è una parte importante del fare musica e dell’essere musicista.
CHITARRA
La chitarra è uno strumento musicale cordofono, che viene suonato con i polpastrelli, con le unghie o con un plettro.
Il suono è generato dalla vibrazione delle corde, che sono tese al di sopra del piano armonico che, a sua volta, poggia sulla cassa armonica che amplifica il suono. Le corde sono tese tra l’attaccacorde, fissato sul ponticello, ed il capotasto, essendo fissate tra il ponticello e le meccaniche poste sulla paletta. Sul manico, la tastiera consente di accorciare la lunghezza della parte di corda vibrante e di suonare la nota o le note desiderate premendo la corda stessa appena dietro il rispettivo tasto.
La chitarra ha origine non dal liuto, al contrario di quanto alcuni suppongono erroneamente, ma dalla chitarra barocca.
Chitarra barocca

La chitarra di tipo spagnolo o andaluso ha sei corde, ma spesso esistono delle variazioni, ad esempio in Brasile è in uso un tipo di chitarra a 7 corde. Un'altra variazione comune è la chitarra a dodici corde, che però porta la medesima accordatura replicata in ottava da corde accoppiate più sottili. L'accordatura più comune, nota come accordatura spagnola, è Mi-Si-Sol-Re-La-Mi dalla corda più acuta alla più grave. Questa accordatura, in cui l'intervallo tra due corde adiacenti è di una quarta giusta (tranne che tra seconda e terza corda, che distano di una terza maggiore), si è imposta per ragioni storiche e per la sua praticità nel formare accordi mediante posizioni della mano sinistra non complicatissime. Esistono anche accordature alternative, ad esempio l'accordatura sarda, in cui le corde a vuoto suonano un Do maggiore, e le accordature aperte.
CHITARRA ELETTRICA
La chitarra dopo l’avvento dell’elettricità e quindi dopo l’invenzione degli amplificatori, ha potuto sviluppare il suo linguaggio melodico all’interno di formazioni dove il volume sonoro la relegava ad un ruolo d’accompagnamento, l’aumento di volume ha fatto sì che abbia potuto rivaleggiare nel jazz con i solisti di sempre (le ance e gli ottoni), nel rock ne è diventata la regina ed ha nel funk sviluppato il suo linguaggio ritmico. L’ultima frontiera è l’esplorazione armonica e la possibilità di rivaleggiare con il “principe” degli strumenti il pianoforte.
Già dalla seconda metà del secolo scorso grandissimi chitarristi hanno affrontato l’argomento. Probabilmente l’inizio di questa “piccola rivoluzione” è stata avviata da Gorge Van Eps, l’inventore della chitarra a 7 corde (in realtà come spesso accade, non s’inventa niente ma si elabora e si fa evolvere cose che già esistono, la chitarra a 7 corde era ed è diffusa e usata nella musica popolare di diversi paesi, e non mancano chitarre a 8 o 10 corde). Infatti, è su commissione di G.Van Eps che la Gretsch costruisce la prima hollow body a 7 corde aggiungendo una corda dopo il Mi basso e l’accorda in La (un’ottava sotto al La 5° corda) ed a volte addirittura in Sol in modo che il nostro potesse ampliare le possibilità armoniche del suo strumento. Nel mio percorso di studio la svolta, nel senso di voglia di provare, mi è venuta dopo la scoperta del chitarrista Lenny Breau ( altro chitarrista a 7 corde, ma l’aggiunta è stata fatta nel registro alto con un La sopra al Mi cantino). Non mi dilungherò nel tessere le lodi di questo MERAVIGLIOSO musicista, ma parlerò di una tecnica in particolare, fra le tante da lui padroneggiate, che ha dato la spinta verso questo percorso di ricerca musicale.
Il concetto è vecchio: “Meno è più”. Bastano 2 note per rendere evidente l’armonia, ed è proprio questa la tecnica spesso usata da L.Breau.
ARMONIA
In un accordo a 4 voci, la 3° e la 7° sono le due voci più importanti che determinano la natura dell’accordo e l’area armonica d’appartenenza. Sulla chitarra usare due note per costruire una sequenza armonica ti permette di avere due dita libere per costruire linee melodiche, questa condizione permette di non interferire in inutili raddoppi di note con le linee del contrabbasso (se non con un possibile raddoppio della 3° o della 7° ma si andrebbe a suonare una delle due note che non possono essere omesse per delineare la natura di un accordo). Questo senso d’economia armonica lo troviamo in Evans nel suo caratteristico “three note voicing”, costituito da un intervallo di 2° minore con sovrapposto un intervallo di 3° maggiore, l’aggiunta della fondamentale al basso determina l’accordo (es. “3 note voicing” costituito da Mi Fa La (Mi Fa 2°minore Fa La 3°maggiore) aggiungendo Re al basso abbiamo un accordo di Rem 9, con un Fa al basso abbiamo un accordo di Famaj7, con un Sib al basso abbiamo un accordo di Sibmaj7/#11). Altro Gigante del pianoforte con spiccato senso dell’economia era Thelonious Monk, spesso i suoi accordi si limitavano ad un intervallo formato dalla Fondamentale e dalla 7°, che spesso rovesciava così da creare cluster formati da intervalli di 2 Minore o Maggiore (a seconda se la 7° era Maggiore o Minore), dando origine alle tipiche dissonanze Monkiane.
TRIO
L’intento del Trio è di suonare come se fosse un pianoforte.
Si cerca di valorizzare gli spazi creati dal quarto elemento del gruppo “il silenzio” mantenendo un costante interplay fra i musicisti. Il TRIO è costantemente proteso nella ricerca di un sound “elegante ed equilibrato”.
Il repertorio è composto da composizioni originali affiancate a quelle di Evans, Monk, Ellington, Brubeck.
GIACINTO CISTOLA

Inizio come autodidatta all’età di 15 anni innamorato delle canzoni di E.Bennato (Domenico “Ringo” Caselli è stato il mio padrino nel “battesimo” del palco, quindi per qualsiasi lamentela musicale rivolgetevi a Lui). Nel corso degli anni l’esigenza di approfondire la conoscenza della chitarra cresce con la scoperta di musicisti (Clapton, Page, Hendrix, Zappa) che si esprimono sullo strumento in modo nuovo e incomprensibile per le mie scarse conoscenze e capacità, e così inizia il calvario dello studio.
Il mio primo insegnante N. Diciolla svelandomi i segreti della scala Blues mi regala la possibilità di passare ore liete a suonare sui dischi dei signori sopra citati (con Zappa la cosa non era proprio così semplice). Vado avanti così fino agli anni '80 quando grazie ad un mio “commilitone” e amico Piero Scipioni scopro il disco "Blue Benson" ed in particolare con il primo brano "Billie’s Bounce" (famoso blues di Charlie “Bird” Parker) mi fa porre una domanda di importanza vitale: "perché se questo è blues io non riesco a beccare una nota? Urge un aiutino" e così sotto la guida del maestro J.Sgolastra inizio lo studio del jazz. A questo punto è necessario dire che il jazz è l’esatto opposto dell’Hiv se lo conosci non lo eviti, anzi non puoi più farne a meno. Io sono stato infettato diversi anni fa e ho cercato di curarlo partecipando ai seminari di: J.Diorio, S.Henderson, G.Cifarelli, U.Fiorentino,G.Feewel e negli anni 2002, 2003, 2004 ad appuntamenti mensili con F.Zeppetella. Ho avuto la fortuna di suonare con: M.Manzi, M.Giammarco, P.Fresu, F.Di Castri, A.Montellanico, R.Marcotulli, F.Cerri, N.”lady bird” Manzini, F.Boltro.
Collaborazioni: Mary O’Connor sextet, Marche Big Band, Trioism, Soul Farm, Percorsi Obliqui.
Attualmente insegno presso le seguenti scuole:
Overjazz school (Porto d’Ascoli - A.P)
Istituto musicale Sieber (Offida - AP)
Nel 2010 ho conseguito il “Diploma accademico in Jazz” presso il Conservatorio “G.B. Pergolesi” di Fermo, discutendo la tesi “Bill Evans – L’evoluzione del trio e le possibili applicazioni chitarristiche”
PIERPAOLO PICA

All’età di 14 anni intraprendo lo studio del basso elettrico e suono per
svariati anni in diverse formazioni (Rock Progressive, Blues, Funk) ricevendo apprezzamenti e premiazioni in svariati concorsi. All’età di 20 anni, dopo aver intrapreso studi classici inizio lo studio del contrabbasso con il M. Marco di Natale e successivamente con il M. Marco Panascia. Parallelamente mi diplomo in Fonia (Percento Musica RM), lavorando nel campo della televisione e musica dal vivo. (Auditorium Parco della Musica RM, Ministero delle Attività Produttive RM , Madema Audio RM) e svolgendo registrazioni dal vivo e in studio per molti Artisti. Ho collaborato con Dante Milozzi (Rai) in occasione della manifestazione“Violino sulla Torre”, con l’orchestra Adriatica. Ho collaborato e suonato con: Gianni Basso (sax), Marco Pierannunzi(piano), Giacinto Cistola(chitarra), Marco Olivieri(piano), Perry Bruni(sax), Dario Di Giammartino(batteria), Alessandro Olori(piano), Cristiano Stocchetti (sax) , Daniele Gorgone(piano), Mary O’cconnor (voce) , Rodolfo Tullj (batteria), Simone Maggio(piano), Cesare Ficcadenti (tromba), Marco Ricci (batteria), Giampietro Tassi (batteria), Cristiano Corradetti (chitarra) , Marcello Piccinini (batteria), Emiliano D’Auria (piano), Valerio Mignogna (chitarra), Antonia de Angelis(voce), Alberto Fabiani (violino), Giuseppe Sabbatini (piano) e molti altri… Attualmente suono con il Giacinto Cistola Jazz trio, con l’ Orchestrina Popolare di Ascoli Piceno e in duo con la cantante Antonia de Angelis. Insegno basso elettrico e solfeggio in scuole di musica moderna e eseguo registrazioni/produzioni audio nel mio studio.
DARIO DI GIAMMARTINO

Utilizza la batteria come strumento di comunicazione ritmica, sviluppando un vero interplay con i solisti dai quali cerca di trarne sempre nuove energie creando un poderoso ma non caotico accompagnamento. Formatosi con Roberto Gatto ha partecipato ai seminari di Elvin Jones e Jimmy Cobb. Ha suonato in vari jazz club e festival sia in Italia che all’estero. Inoltre in diverse occasioni ha accompagnato diversi jazzisti di fama internazionale tra cui l’indimenticabile Massimo Urbani.
Il TRIO ha già prodotto un CD “MONK MY DEAR” su composizioni di THELONIOUS MONK con ANTONIA DE ANGELIS voce e GIULIO SPINOZZI tromba nel progetto PERCORSI OBLIQUI.
MONK MY DEAR
Il progetto nasce come studio ed esplorazione armonica sulla chitarra delle composizioni di Thelonious Monk.
Il confrontarsi con questi capolavori del jazz è stimolante anche se estremamente rischioso. Monk è probabilmente il più geniale e originale compositore jazz, le sue linee spigolose e sghembe offrono innumerevoli spunti sia nell'improvvisazione che nei possibili arrangiamenti, tuttavia sono così pregne dell'arte monkiana da non consentire di allontanarsene troppo.
I brani sono stati rivisitati nella stringata formazione del trio chitarristico più voce e tromba. Nei 5 brani cantati, l'intervento vocale sottolinea ancor di più l'obliqua bellezza delle linee melodiche e l'apparente dicotomia con l'armonia che la sostiene.
Il GIACINTO CISTOLA TRIO è disponibile per concerti e master class.
Per contatti:
Giacinto Cistola
3286893839
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